10 falsi miti e credenze sulla salute

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Siamo portati a credere a qualsiasi cosa e senza battere ciglio. Dalla convinzione tradizionale che mangiare spinaci fa diventare più forti, al mito che occorre bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno per mantenersi idratati.

Nel tempo, fino ad oggi, sono state tramandate diverse leggende metropolitane sulla salute, che ripetute fino alla nausea, hanno finito per essere considerate vere nonostante si tratti solo di false credenze.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di una lunga serie di falsità, verità e mezze verità sulla salute ancora molto diffusi.

La teoria che occorre bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno per mantenersi idratati, non è supportata da evidenze scientifiche. Certo idratarsi è importante, ma il nostro corpo sa bene come regolarsi e non c’è bisogno di rigide imposizioni. Ogni persona presenta una composizione fisica e metabolica diversa, quindi la quantità maggiore o minore di acqua, è relazionata a caratteristiche specifiche dell’organismo. Inoltre è possibile idratarsi anche mangiando frutta e verdura o bevendo tè, latte, tisane, caffè.

“Copriti, che prendi un raffreddore”! Una delle tipiche frasi più ripetute dalle madri di tutto il mondo. Tuttavia, e per quanto tale credenza sia già ampiamente insediata nella società, è totalmente falsa. Il motivo? Il freddo non fa ammalare, a questo ci pensano piuttosto i virus.
Anche se è vero che questi di solito attaccano organismi indeboliti a causa delle basse temperature ed ad una maggiore esposizione alle infezioni, la vera ragione per ci si ammala di più in inverno è relazionata al fatto che si passa più tempo in casa o in luoghi chiusi. Tale abitudine non fa altro che favorire la trasmissione di virus e batteri.

Smaltire la sbornia “bevendoci su”! Niente di più sbagliato. L’alcol ha un effetto diuretico, perciò l’unica conseguenza che si potrebbe ottenere è disidratarsi ancora di più. Dopo una sbronza, il fegato deve cercare di eliminare etanolo, dal quale è rimasto intossicato e “berci sopra” non fa che peggiorare le cose.

Mettere burro sulle scottature. Si tratta di un altro luogo comune senza alcun fondamento medico-scientifico, oltre che decisamente inutile. Il sollievo che dà dura infatti solo pochissimi secondi ed è controproducente in quanto rischia di provocare delle infezioni. Sarebbe invece meglio sciacquare la scottatura con acqua fredda o usare pomate specifiche.

Non fare il bagno durante il ciclo mestruale. Oltre a questo, evitare di lavarsi i capelli, o non fare il bucato e persino, secondo le credenze più antiche, non preparare dolci o altri pasti che necessitano di ore di lievitazione.
Superstizioni che non hanno assolutamente nulla di scientifico. In questo periodo sarebbe meglio dedicarsi ad attività rilassanti, fare del movimento, poichè,oltre ad una corretta igiene, aiuta a contrastare gli sbalzi di umore e il malessere dovuto al flusso. Ciò che bisognerebbe evitare è lavarsi con acqua troppo fredda.

La birra fa ingrassare. In realtà non è la bevanda in sé a contribuire all’aumento di peso, (la quantità d’alcol che contiene è in genere ridotta: 110 calorie al litro contro le 160 del vino rosso) ma il fatto che si ha la tendenza a berne in grandi quantità. Inoltre spesso viene accompagnata con snack poco salutari: da qui i chili in eccesso dei bevitori.

Bisogna fare gli esami del sangue a stomaco vuoto. Diverse ricerche hanno dimostrato l’infondatezza di questa affermazione. Da queste è emerso che globuli rossi, ferro, acido urico e diversi altri composti del sangue, ma anche la percentuale di zuccheri e proteine nelle urine rimangono agli stessi livelli anche dopo aver mangiato. Inoltre, il tasso di colesterolo, non sembra subire l’influenza degli alimenti. Non è il caso invece degli zuccheri nel sangue ovvero la glicemia, e dei trigliceridi ovvero gli zuccheri legati ai grassi in quanto i loro valori possono cambiare in base all’ora dell’ultimo pasto. Se per sicurezza preferite rimandare la colazione, ricordate comunque che sono concessi acqua, tè o caffè non zuccherati.

Quando cade un alimento a terra, “conta fino a cinque”. In altre parole, se un alimento è rimasto a terra per meno di 5 secondi, è possibile mangiarlo senza rischi. Tale convinzione rappresenta una semplificazione eccessiva: alcuni cibi vengono raggiunti dai batteri in meno di un secondo in quanto il tempo non è l’unico fattore a determinare la velocità di contaminazione. Contano anche il tipo di superficie e l’umidità dell’alimento.

Il cioccolato fa male al fegato, fa venire i brufoli, rende stitici. Buone notizie per i più golosi, in quanto queste affermazioni non hanno nulla di fondato.
Mangiare cioccolato non rallenta l’intestino, anzi favorisce il transito intestinale. Consumato in piccole quantità, il cioccolato fondente svolge una funzione protettiva nei confronti del fegato. Il cioccolato, inoltre, non fa venire i brufoli, poiché la loro presenza è determinata soprattutto dagli ormoni, perciò dipende tutto dalla predisposizione e dall’età.

Mangiare tanti spinaci aiuta a diventare forti. Che gli spinaci sono una fonte inesauribile di ferro è un’altra leggenda metropolitana. Certo ne contengono, ma non in dosi così alte rispetto ad altri ortaggi o legumi. L’origine di questo falso mito risale al 1890, quando alcuni nutrizionisti americani resero noto il contenuto di ferro delle verdure. Per un insignificante errore di stampa, una virgola al posto sbagliato, venne attribuito agli spinaci un contenuto di ferro 10 volte superiore al reale. L’errore fu scoperto solo decenni dopo, ma nel frattempo Braccio di Ferro e la sua “magica” latta di spinaci avevano fatto il giro del mondo.

I vaccini provocano l’autismo. Si tratta di un falso mito risalente ad un articolo pubblicato dalla rivista Lancet nel 1998, redatto dal medico inglese Andrew Wakefield il quale collegava la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia all’autismo. Indagini successive hanno smentito l’ipotesi più allarmistica, e si è scoperto che Wakefield aveva ricevuto 435.000 sterline dagli avvocati di alcuni genitori di bambini coinvolti nello studio, che manifestavano un interesse a dimostrare l’esistenza di un legame fra la vaccinazione Mpr e l’autismo. Lancet ritirò l’articolo, mentre Wakefield fu radiato dall’Ordine.

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