5 semplici step da seguire per prevenire il declino cognitivo

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La scienza suggerisce alcune attività che aiutano ad invecchiare più lentamente e allontanare il rischio demenze. La parola d’ordine che accomuna queste attività è “divertirsi”.

Si sa, il cervello, come ogni altro organo del nostro corpo invecchia. Un processo inevitabile che si manifesta in ognuno di noi secondo ritmi diversi. In alcune persone tale decadimento avviene in modo grave e irreversibile, traducendosi in demenza. Esistono però alcuni modi efficaci e divertenti che consentono di contrastare l’invecchiamento cerebrale. Di seguito le attività suggerite dagli esperti che aiutano a mantenere giovane la memoria, le capacità linguistiche e quelle cognitive.

Praticare sesso. Una vita sessuale attiva ha effetti protettivi sulle funzioni cognitive. Uno studio inglese condotto su uomini e donne tra i 50 e gli 83 anni ha rilevato che chi fa sesso a frequenza settimanale ottiene risultati del 2% superiori nelle attività di fluenza verbale e in quelle visuo-spaziali rispetto a chi lo fa a cadenza mensile. Rispetto a chi non ha proprio rapporti, i punteggi sono migliori del 4%. Il motivo è da ricondursi ad un fattore puramente biologico: “gli ormoni dopamina e ossitocina liberati durante i rapporti hanno probabilmente benefici sul cervello”, hanno affermato gli esperti. Inoltre a livello sociale “l’empatia e l’intimità legate al contatto fisico sembrano oliare i meccanismi di un cervello che invecchia”.

L’importanza del sonno. Dormire almeno 8 ore al giorno protegge il cervello. E’ stato dimostrato che dai 65 anni in su la siesta diurna abbassa il rischio di demenze fino ai 10 anni successivi. Dormire troppo, però, soprattutto durante il giorno non è un buon segno: dormire di più di giorno e meno di notte comporta un rischio cognitivo più alto; secondo altri studi un sonno lungo e di scarsa qualità è causa di problemi di memoria in donne e uomini maggiori di 65 anni. Una cattiva qualità del sonno influisce anche sui giovani adulti e può indicare una predisposizione, con l’avanzare del tempo, al declino cognitivo.

Fare attività fisica. Impegnarsi in attività sociali, fisiche e mentali è un toccasana per il cervello. Più attività si fanno, più rallenta l’eventuale declino cognitivo. Tra le attività fisiche, sono da prediligere quelle all’aria aperta come dedicarsi al giardinaggio o camminare mezz’ora al giorno. Sarebbe opportuno però praticarle lontano dalla città poiché l’inquinamento potrebbe essere collegato all’insorgere di demenze. Anche dedicarsi ai lavori domestici o pochi semplici esercizi da seduto possono essere d’aiuto.

Brain-training. Allenare la mente con parole crociate, indovinelli, rompicapi, lettura di giornali e libri, aggiornarsi sul proprio lavoro anche se si è già in pensione. Queste attività stimolano le capacità di ragionamento e problem solving, e migliorano le capacità verbali. Negli adulti maggiori di 60 anni, sono stati rilevati dei miglioramenti nella vita di tutti i giorni nei sei mesi successivi.

Ballare. Secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience, ballare contrasta il rischio demenze (come l’Alzheimer), perché interviene sull’area cerebrale maggiormente soggetta a queste patologie: l’ippocampo, fondamentale per l’apprendimento, la memoria e il mantenimento dell’equilibrio. Il ballo offre stimoli sempre nuovi e poco ripetitivi.

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