Coltivare la stevia in casa

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Coltivare la STEVIA RABAUDIANA è possibile?
La risposta è si!

Novembre 2011: finalmente la stevia è stata ‘sdoganata’ ed è ora possibile trovarla in commercio come dolcificante. Potete leggere la notizia nel dettaglio nel nostro articolo dello scorso luglio dove diamo la notizia in anteprima!

Ma a noi piace produrla in casa, quindi torniamo alla pianta di stevia…

Recentemente, dopo qualche ricerca, abbiamo comprato i semi e al momento attendiamo di veder spuntare i primi germogli. Nel frattempo l’abbiamo già provata in foglie secche e sbriciolate: leggete l’articolo sulla Torta con la stevia al posto dello zucchero.

Sicuramente vi aggiorneremo su queste pagine sui progressi del ‘vivaio’: dal primo semino messo in terra all’essiccamento delle foglie.

Nel frattempo, in risposta a richieste pervenute via email e tramite il profilo facebook del Sentiero, riporto una sintesi delle indicazioni che ho ricevuto da chi mi ha venduto i semi, che ho integrato con alcune preziose informazioni reperite in rete, nonché con la nostra prima personale esperienza di semina della Stevia Rabaudiana.
Quello che segue è di fatto il nostro ‘manuale operativo’ della Stevia, ad oggi. 🙂

CARATTERISTICHE

DELLA STEVIA RABAUDIANA

La Stevia rabaudiana è una pianta rustica molto resistente, perenne o semiperenne a seconda del clima in cui viene coltivata. Con le dovute attenzioni la pianta si conserverà in perfetta salute e ci gratificherà con una generosa gustosissima produzione di foglie!
In Italia è possibile coltivarla a qualsiasi latitudine, certamente nelle zone più fredde sarà opportuno usare maggiori accortezze specialmente in inverno quando è consigliabile proteggere la parte basale (che germoglierà in primavera) con pacciamature. Se in inverno le temperature scendono frequentemente sotto lo zero è consigliabile ricoverare la pianta in ambienti protetti, almeno fino al termine delle gelate notturne.

Ama i terreni sciolti e ben drenati quindi per la messa a dimora è indicato un buon terriccio biologico tagliato con torba e ben drenato per non soffocare le radici. Come drenante consiglio di utilizzare ciotoli, argilla espansa, ghiaia; personalmente non utilizzerei polistirolo dal momento che si tratta comunque di un materiale chimico che inquina e che a contatto con le radici andrebbe a ‘nutrire’ le nostre foglie.
Non ha particolari esigenze rispetto all’acidità del terreno sebbene alcuni coltivatori indicano un pH ideale tra il 6-7. Vegeta bene in posizione semiombreggiata, ma la Stevia rabaudiana dà il meglio di sè se coltivata in posizione soleggiata.

Arriva ad un’altezza di mezzo metro circa, ha fiori ermafroditi molto piccoli, numerosi, di colore biancastro, impollinati dagli insetti. La fioritura è tardo-autunnale. Ha foglie ovate, opposte.
La Stevia si riproduce per seme e si moltiplica per talea.

Nell’immagine: La nostra prima piantina di Stevia a 6 settimane dalla semina.

REPERIRE I SEMI DI STEVIA

Dove reperire i semi di Stevia Rabaudiana è una delle questioni più impegnative. Infatti non è facilissimo trovare i semi di stevia.
Sicuramente non negli alimenentari, nei supermarket, ma nemmeno in gran parte di erboristerie e dei vivai.
Occorre cercare accuratamente e chiedere in giro.
Cercare sia su internet tra commenti, forum e articoli che chiedendo agli amici e conoscenti, magari qualcuno lo sa!
Dovete trovare un vivaio che ‘tratti’ l’argomento e disponga di semi o piante adulte che possono essere vendute, talvolta, anche come piante ornamentali. Oppure potete recarvi a fiere di alimentazione alternativa (che io chiamerei tradizionale) o florvivaistiche. Io ad esempio ho preso semi e foglie a Fa’ la cosa giusta (link 2).

LA SEMINA

Se avete trovato finalmente i semi di Stevia e potete cimentarvi nella semina!
E’ necessario sapere come prima cosa che la germinazione è molto bassa, i semi sono piccoli e leggerissimi, volano che è un piacere!
Vanno adagiati in un letto di terra sciolta e umida e quindi ricoperti con un sottile strato per far si che non scappino.. La terra va mantenuta umida e, data la delicatezza e la leggerezza del seme, è consigliabile utilizzare un nebulizzatore fine. Il tempo di germinazione è variabile, da una settimana a….oltranza, ho sentito dire di semi dati per defunti germogliati dopo diverse settimane!

La semina si effettua all’inizio della primavera, possibilmente dentro casa e vicino a una finestra in modo da poter ricevere il calore del sole durante il giorno. Un suggerimento prezioso che mi è stato dato è quello di ricoprire la semina con un tessuto a mezz’ombra, lo si trova in qualsiasi vivaio.
Le piantine vanno trapiantate non prima di aver messo il secondo paio di foglie vere (il terzo contando quello del germoglio). A questo punto, scongiurato il pericolo di ulteriori gelate, è possibile metterle a dimora all’esterno avendo cura di proteggerle ancora sino a quando le piante non saranno ben avviate.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

La riproduzione per talea a partire da una pianta avviata è molto più semplice e ha un’elevata percentuale di successo. Per i dettagli di questa pratica, che non ho ancora sperimentato in prima persona, rimando al sito di Lucio Longo che mette a disposizione un accurato set fotografico che descrive meglio di tante parole la riproduzione per talea della Stevia.

PRODUTTIVITA’ DELLA STEVIA

Il periodo di maggior produttività è quello che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Durante questo periodo la Stevia rabaudiana va innaffiata spesso e, avendo un ‘metabolismo’ (crescita e fotosintesi) particolarmente veloce, anche concimata spesso (evitando accuratamente l’utilizzo di concimi chimici)

Per ottenere dalla Stevia una grande quantità di foglie con un tenore zuccherino più concentrato è necessario seguire le seguenti indicazioni:

– eseguire la prima cimatura quando le piantine avranno raggiunto un altezza di 10-12 cm ;

– la cimatura va effettuata asportando gli apici vegetativi in modo da lasciare 2 nodi e relative foglie per consentire lo sviluppo di nuovi getti ascellari (da cimare a loro volta adottando lo stesso criterio);

– così impalcata la pianta andrà lasciata vegetare fin quando i tralci non avranno raggiunto una lunghezza di 50 cm circa; questo per consentire alle preziose foglie di ‘maturare’, dal momento che la capacità dolcificante è maggiore quanto più sono adulte le foglie.;

– la raccolta dei rami andrà fatta usando il criterio sopraindicato di cimatura, ovvero lasciando 2 nodi pronti per la successiva vegetazione;

Una volta raccolti i rametti vanno fatti essiccare, possibilmente all’aperto all’ombra o comunque in un locale ben areato e asciutto. A essiccazione avvenuta si possono separare le foglie dai rami e conservarle tal quali oppure dopo averle sbriciolate. Si consiglia di conservarle in vasi di vetro chiusi ermeticamente. La stevia è un dolcificante naturale. Leggete quali solo gli altri dolcificanti naturali alla pagina Dolcificanti naturali: alternative allo zucchero raffinato.

MALATTIE E INCONVENIENTI RISCONTRATI NELLA PIANTA

Le malattie che si riscontrano più di frequente nella coltivazione della Stevia rabaudiana ono soprattutto di natura fungina.
Non ci sono problemi particolari a combattere tali miceti, ma, essendo la Stevia una pianta destinata all’alimentazione sia come prodotto fresco che sotto forma di polvere dolcificante, è opportuno non utilizzare prodotti antiparassitari.

Lo stesso dicasi per l’attacco di insetti fra cui prevale la farfallina bianca e gli Afidi. E’ consigliabile ricorrere alla lotta integrata alternando la somministrazione di piretro naturale con l’immissione di predatori naturali. Per contenere al massimo i problemi fungini è consigliabile che l’acquisto della pianta venga fatto presso produttori professionali.

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