Ludopatia e alcolismo: due dipendenze parallele

Copyright Il Sentiero.net

Secondo il parere di alcuni esperti le persone che soffrono di dipendenza da gioco d’azzardo patologico e che non si sottopongono ad alcun intervento terapeutico sono più propense ad avvicinarsi all’alcolismo e viceversa. Tale combinazione si converte in una formula letale per se stessi e l’ambiente che li circonda.

Nonostante il fatto che negli ultimi dieci anni l’American Psychiatric Association abbia riconosciuto il gioco d’azzardo patologico come una dipendenza, vi sono ancora diversi terapeuti che dibattono sulla questione delle dipendenze senza sostanze, classificandole come dipendenze dal processo, nelle quali rientrano il gioco compulsivo, la dipendenza dal sesso, i disturbi dell’alimentazione o lo shopping compulsivo, attività che potrebbero essere definite comuni e quotidiane. (Quindi, ad esempio, chi ha un comportamento alimentare disturbato è dipendente dal comportamento stesso e non dal cibo).

Basandosi su queste riflessioni è ancora vivo il dibattito sul fatto se il gioco d’azzardo patologico debba essere considerato come un disturbo compulsivo o una dipendenza, anche se un numero crescente professionisti è più propenso ad accogliere quest’ultima tesi.

Nel caso di dipendenze da sostanze, come l’alcolismo, l’eliminazione della sostanza dalla vita della persona è essenziale per la guarigione. L’assunzione della sostanza, in questo caso l’alcol, aumenta gli stimoli naturali del cervello rilasciando dopamina come ricompensa.

Questa strutturazione del cervello, relazionata ad una sostanza chimica, è il motivo per cui molti professionisti avanzano controversie sul fatto che il gioco d’azzardo non può essere considerato come dipendenza in quanto, in tale processo, non rientra l’assunzione di alcuna sostanza esterna. Altri sostengono che sebbene non vi sia alcuna sostanza chimica che interagisce nel cervello, giocare d’azzardo in modo compulsivo, scatena effetti simili al consumo di alcol.

Alcune persone che soffrono di dipendenza da gioco d’azzardo hanno riferito di sentirsi euforici quando giocano o nei momenti che precedono la partita. Inoltre, così come in coloro che dipendono dalla droga e dall’alcool, nelle persone dipendenti dal gioco d’azzardo, si rilevano sintomi di astinenza quando non si dedicano all’attività per un lungo periodo di tempo. Tali sintomi possono includere mal di testa, ansia, insonnia e persino palpitazioni cardiache.

Relazione tra alcolismo e ludopatia

Esiste una considerevole percentuale di persone che soffrono di alcolismo che hanno problemi con la dipendenza dal gioco e viceversa e sono diversi i ricercatori che si stanno occupando di studiare le similitudini tra queste due tipologie di dipendenza.

Le reazioni di fondo che si innescano nel cervello quando un soggetto consuma alcol sono molto simili a quelle del giocatore d’azzardo. Anche in quest’ultimo caso il cervello rilascia dopamina, lo stesso processo che si verifica con le sostanze che creano dipendenza.

Si ritiene quindi che l’uso di sostanze stupefacenti e il gioco d’azzardo patologico sono strettamente correlati: chi sviluppa dipendenza dalle droghe, può svilupparla anche dal gioco perché la base neurofisiologica è la stessa.

Secondo una ricerca condotta in Italia, che ha incrociato i dati sull’uso di stupefacenti con quelli relativi alla frequenza di gioco, “in chi non ha mai giocato, è stato rilevato un uso di sostanze solo nel 3% dei casi, per chi gioca tutti i giorni, dunque un giocatore problematico, c’è un uso di sostanze nel 12% dei casi. Nei giovani il rapporto è ancora più evidente. Tra chi non gioca l’uso di sostanze è al 17,5%; per chi pratica i cosiddetti giochi sociali (non pericolosi) si passa al 24,4%; nel gioco problematico la percentuale arriva al 34,1%; mentre per il gioco patologico si sale, addirittura, al 41,7%”.

Tale situazione di fragilità potrebbe comportare anche un rapporto più frequente con gli alcolici: il giocatore problematico o patologico ne fa un uso maggiore.

Le persone che soffrono di dipendenza dal gioco possono ricorrere all’alcol per placare i nervi prima di una scommessa, o quando sono costretti a trascorrere una quantità prolungata di tempo senza giocare.

Il ricorso all’alcol per frenare gli effetti negativi dell’astinenza può renderli più inclini al suo consumo e allo stesso modo, chi soffre di alcolismo può cercare conforto nei casinò.
Qui si può bere in tutta tranquillità sfuggendo a pesanti interrogatori. Molti casinò negli Stati Uniti servono alcolici gratuitamente o hanno costantemente camerieri che offrono bevande.

Naturalmente, ciò alimenta la tentazione a scommettere, in quanto sotto l’influenza dell’alcol, l’individuo può facilmente dimostrarsi più incline al gioco scommettendo più denaro di quando è sobrio.

Secondo alcuni studi almeno il 6% degli abitanti degli Stati Uniti potrebbe presentare un’inclinazione verso il gioco d’azzardo patologico; il 20% delle persone con disturbi nel consumo di alcolici ha presentato problemi correlati a disturbi compulsivi con il gioco.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che una persona su cinque colpita da questa miscela di dipendenze ha tentato almeno una volta il suicidio.

I ricercatori hanno avvertito le autorità sanitarie che una delle questioni più importanti da considerare per limitare i danni della dipendenza, è sapere quale delle due patologie è emersa per prima studiando le cause che l’hanno scatenata e indi intervenire sulla seconda.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *