Proteggiamoci da questi cosmetici tossici: Siliconi e Parabeni

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Tempo fa pubblicammo un articolo del dr. Perugini Billi sui cosmetici tossici.

Lo trovate alla pagina: Cosmetici tossici: un contributo dalla medicina.

In questo post vogliamo mettere in evidenza due contributi dal web (uno sempre di Francesco Perugini Billi) che riguardano nello specifico i siliconi ed i parabeni usati nei cosmetici e nei detergenti per la persona.

COSMETICI TOSSICI: SILICONI

Da Skineco:

I siliconi in cosmesi

Conosciuti da decenni, solo agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, quindi da poco meno di vent’anni, sono stati introdotti massicciamente nelle preparazioni cosmetiche. Sono composti che non si trovano in natura, a base di silicio; se la natura produce tutta una serie di composti a base di carbonio, l’uomo ha prodotto in laboratorio analoghe sostanze a base di silicio, capaci di creare lunghe catene di legami chimici e dalle caratteristiche molto differenti.

I siliconi cosmetici

Tutti conoscono il silicone che si utilizza per le impermeabilizzazioni e per il fissaggio di materiali edili, si sa che il silicone viene utilizzato per protesi estetiche, ma meno conosciuto è il suo uso in cosmesi. Eppure gran parte dei prodotti cosmetici lo contengono, per le caratteristiche peculiari che ha.

Esistono moltissimi tipi di siliconi cosmetici, che vanno da quelli ciclici, con struttura ad anello, che sono pochissimo untuosi ed evaporano in poco tempo (cyclomethicone, cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane), a quelli mediamente unti e che non evaporano (dimethicone e composti) a quelli molto untuosi e pesanti, come il dimethicone copolyol.

Sono sostanze cha hanno ottime caratteristiche per il formulatore cosmetico, il quale considera che:

sono leggeri e non danno la stessa sensazione di untuosità dei grassi vegetali
conferiscono un’impareggiabile tocco setoso sulla pelle
sono resistenti al calore e all’ossidazione, e non forniscono terreno di coltura per i batteri
abbattono la schiuma, ovvero evitano il formarsi della scia bianca mentre si spalma una crema, anche in percentuali molto basse
non danno allergie, non penetrano all’interno della pelle
sono idrorepellenti
aumentano la performance dei filtri solari sia chimici che fisici

Con essi, quindi, si possono formulare per esempio creme solari che resistano all’acqua, creme viso che diano un’immediata sensazione di efficacia a causa dell’effetto seta che donano alla pelle dove vengono spalmati, creme corpo non untuose ma vellutanti, prodotti per capelli che lucidano e non appesantiscono, fondotinta che si spalmano in un velo uniforme con ottima resa cosmetica.

Prodotti senza difetti? In realtà no

Utilizzati al posto degli emollienti vegetali nelle creme hanno il difetto di non penetrare e non essere complessati in alcun modo dalla pelle, non nutrire affatto. E di questo si accorge chi si applica creme siliconiche convinto di fare bene alla pelle, che invece si disidrata sempre più.

Spesso vengono utilizzati per mascherare formulazioni scadenti, povere di principi attivi: danno appagamento immediato con la sensazione di pelle setosa, ma il cosmetico altro non fa.

Utilizzati sui capelli danno buoni risultati estetici alle prime applicazioni, poi la chioma, appesantita da siliconi che si depositano e non riescono ad essere lavati via, diventa floscia e senza corpo.

Sembra che i siliconi più leggeri (quelli ciclici) secchino particolarmente la pelle dove vengono applicati e siano particolarmente controindicati in caso di pelli che necessitano di idratazione, ma per ora non ci sono studi in merito, solo evidenze cliniche di dermatologi attenti e testimonianze raccolte presso le utilizzatrici di cosmetici di questo tipo.

È ventilabile l’ipotesi di una vera a propria sensibilizzazione ai siliconi.

Infine, con un occhio all’eco-compatibilità, i siliconi non sono assolutamente biodegradabili, finiscono negli scarichi fognari tal quali e poi si accumulano nell’ambiente.

In sintesi, fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro presenza migliora le perfomances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica.

Il Sentiero della Natura
Quali sono i siliconi sintetici
usati in cosmesi?

dimethicone,
cyclomethicone,
amodimethicone,
altri terminanti in -one.

Cyclopentasiloxane,
altri terminanti –siloxane,
terminanti in –silanol.

COSMETICI TOSSICI: PARABENI

Scritto dal dott. Francesco Perugini Billi.

Cosmetica tossica – I Parabeni

I parabeni sono conservanti presenti nei cosmetici e nei prodotti per bambini.

Sarebbero circa 175 le diverse sostanze chimiche che ogni donna giornalmente si “spalma” sulla propria pelle, quando si fa bella. L’industria cosmetica, infatti, utilizza circa 13.000 sostanze di sintesi e di emisintesi nei propri prodottii. La cosa che molti non sanno è che la gran parte di queste non è stata sufficientemente studiate sotto il profilo della tossicità.

Il EWG (Environmental Working Group) americano ha calcolato che :

– su 7500 prodotti commerciali solo 28 sono stati testati per la loro sicurezza,

– un prodotto ogni 120 contiene una sostanza cancerogena e

– che un terzo dei prodotti contiene almeno una sostanza classificata come potenzialmente cancerogena.

L’assorbimento del cocktail di cancerogeni, conservanti, mutageni, allergizzanti e metalli pesanti a livello cutaneo è ulteriormente facilitato dalla presenza nei cosmetici di fattori umettanti e idratanti (che però sono innocui).

Tra le sostanze potenzialmente pericolose, voglio citare i parabeni, utilizzati come conservanti.

I parabeni sono presenti sulle etichette come:

metyl-,
ethyl-,
butyl-,
propyl- paraben

Queste sostanze sono seriamente sospettate di essere cancerogeni.

Lo sarebbero soprattutto quando vengono applicati sulla pelle. L’assorbimento cutaneo, infatti, trasformerebbe queste molecole in una forma attiva cancerogena.

Nel 2004, l’oncologa Drssa Philipa Darbre, dell’Università di Reading (UK) ha trovato i parabeni in tutti i campioni di tessuto cancerogeno mammario da lei analizzati.

Le ridotte dimensioni dello studio (solo 20 campioni), dovute alla mancanza di fondi che la Drssa ha cercato inutilmente per anni, non dimostrano (almeno per ora !) che i parabeni sono la causa del tumore, ma dimostrano con certezza che queste sostanze tendono ad accumularsi nei tessuti.

I parabeni fanno parte di un vasto gruppo di sostanze chimiche denominate xenoestrogeni o “disruttori ormonali”, sostanze estranee all’organismo capaci di imitare gli estrogeni, che sono potenti stimolanti della crescita e della trasformazione maligna delle cellule mammarie.

Come altri xenoestrogeni, i parabeni una volta nei tessuti umani possono rimanervi per decenni, agire indisturbati e provocare malattie a distanza di 20-30 anni. Alcuni studiosi sono convinti che l’enorme presenza di xenoestrogeni nell’ambiente e nella catena alimentare sia una delle cause del tumore alla mammella (aumentato negli ultimi decenni), delle cisti ovariche, dell’endometriosi, dell’infertilità delle coppie (1 coppia su 5 ha problemi di fertilità e nel 50% dei casi l’origine è maschile) e del cancro ai testicoli (aumentato del 3% negli ultimi anni). I pesticidi presenti nell’alimentazione sono anch’essi dei “disruttori ormonali”.

Se andate in un supermercato, in profumeria, in farmacia o in erboristeria noterete che la maggior parte dei cosmetici e dei prodotti per l’igiene contengono parabeni. La cosa raccapricciante è che si trovano anche in molti prodotti cosiddetti “naturali” o spacciati per “ecologici”. I parabeni sono nelle creme per il viso, negli struccanti, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei dentifrici e negli shampoo. Molti prodotti per bambini li contengono. Sono anche nelle creme solari e nei doposole. Un recente studio giapponese ha dimostrato che con l’esposizione alla luce UV del sole, i parabeni accelerano l’invecchiamento della pelle.

E’ incredibile, ma l’industria del cosmetico finanzia la ricerca contro il cancro alla mammella e nello stesso tempo fa soldi vendendo prodotti che contengono sostanze che il cancro probabilmente lo provocano.

I parabeni sono legalmente autorizzati nell’Unione Europea e l’industria cosmetica giura sulla loro innocuità. Purtroppo, dagli allarmi dei ricercatori ai provvedimenti restrittivi spesso passano decenni. Gli interessi economici e politici sono sempre enormi. La storia recente è piena di sostanze chimiche (farmaci, pesticidi, insetticidi, additivi alimentari, ecc.) che sono state immesse sul mercato come innocue e poi dopo anni vietate perché risultate tossiche o cancerogene. E voi, avete voglia di aspettare ?

Leggete anche: Cosmetici Tossici.

I PARABENI NEI DEODORANTI

Dal sito di Agnese Zanetti (autrice dell’estratto dell’articolo che sotto riporto).

Condividiamo con Agnese soprattutto l’idea che tutto ciò che non puoi ingerire non fa bene nemmeno alla pelle. Infatti tanti sono i nostri articoli dedicati agli oli naturali con la doppia funzione: alimentare e cosmetica (vedi olio di germe di grano).

Riportiamo un estratto del suo articolo in cui dettaglia ognuno dei 4 parabeni presenti nei deodoranti ed in tutti i prodotti cosmetici chimici, quindi tossici.

PARABENI E DEODORANTI

Ultimamente, osservando alcuni prodotti in erboristeria, ho visto che molte creme e trucchi portavano la dicitura senza parabeni.
Da lì la volontà di capire per quale motivo viene evidenziata tale dicitura. Non sarà mica che i parabeni sono tossici?

Premetto che sono della filosofia che se UNA COSA NON LA PUOI INGERIRE SENZA SUBIRE DANNI, ALLORA TANTO MENO È MEGLIO SPALMARSELA ADDOSSO. […]

METHYLPARABEN (E 218)
Già dal primo parabene, si possono trovare un po’ di contraddizioni, ma pare che questo agente anti irritante e antibatterico sia considerata una sostanza sicura.
Nonostante ciò, comunque un piccolo gruppo di persone ha mostrato reazioni allergiche a questa sostanza nonostante paia come quella indicata anche per chi ha una pelle particolarmente sensibile.

ETHYLPARABEN (E 214)
Di questo parabene si hanno ben poche informazioni in giro ma pare che sia simile al methylparaben a livello di tossicità, ovvero poca o assente.

PROPYLPARABEN (E219)
Questo conservante, invece, è un’altra storia rispetto i precedenti.
Infatti è più facile che questa sostanza sia irritante, e può colpire in particolare occhi, pelle, tratti intestinali e respiratori attraverso, rispettivamente, l’ingestione e l’inalazione.
Inoltre, insieme al butyl paraben, degli studi hanno evidenziato un potenziale rischio per la fertilità maschile in quanto pare che entrambi interferiscano con il ciclo riproduttivo con l’eliminazione di parte degli spermatozoi.

BUTYLPARABEN (E 216)
Più o meno la stessa cosa del compare sopra, il propylparaben.

Ad ogni modo, tenete presente che uno studio su dei tessuti prelevati da donne con cancro al seno, ha trovato in 18/19 (le informazioni oscillano su questi due dati) campioni su 20, la presenza di parabeni.

Ciò non può probabilmente dimostrare una correlazione tra tumori al seno e parabeni ma di certo dimostra che questi VENGONO ACCUMULATI ALL’INTERNO DEL NOSTRO ORGANISMO E NON, QUINDI ESPULSI.

Questo non è un buon segno visto anche che questi conservanti possono essere causa di una lieve alterazione della funzionalità del sistema endocrino.

Al solito, nel dubbio, io preferisco DIFFIDARE da deodoranti con parabeni.

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Grazie ai siti che abbiamo citato per le informazioni che hanno condiviso sul web.

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